Miele sui tetti di case e musei: il progetto di apicoltura urbana di UrBees

9ba95c734cc402b5e20a811a422fd12f_lRiavvicinare la natura al contesto metropolitano attraverso le api. L’apicoltura urbana è un fenomeno che si sta diffondendo in molte città: non solo in metropoli all’avanguardia come New York, Tokyo e Londra, ma anche in l’Italia con Torino, Milano e Roma. Grazie al progetto UrBees, che si occupa di sviluppare la cultura e la pratica dell’apicoltura urbana nel nostro Paese.

 

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Dall’ingabbio estivo a quello autunnale/invernale prolungato

di A. Carrelli 

imm1-ingabbioIl metodo dell’ingabbiamento dell’ape regina è una delle prime bio-tecniche di lotta alla varroa che l’apicoltura italiana ha messo appunto già agli inizi degli anni ‘90 quando a Castel San Pietro, dopo i primi anni bui del settore che era stato quasi affondato dall’acaro, se ne parlò. L’idea era semplice: colpire la varroa con un acaricida quando era tutta in fase foretica. Alla fine dell’estate si procedeva quindi a confinare l’ape regina in una gabbia, che permetteva il solo passaggio delle api, per circa 25 giorni cosicché anche la covata da fuco sfarfallasse. A questo punto si procedeva alla liberazione della regina e si faceva un trattamento acaricida. A pensarci bene è un metodo geniale per due grosse ragioni:

  1. la varroa è, come detto, tutta in fase foretica e quindi facilmente vulnerabile poiché non può nascondersi nelle celle opercolate;
  2. con una dose minima di acaricida è possibile abbattere quasi tutta la varroa presente (mettetevi l’anima in pace: qualcuna ne rimarrà sempre. È una caratteristica di tutti gli esseri viventi quella di voler sopravvivere). Dose minima di acaricida significa oltre ad un notevole risparmio di soldi soprattutto salute per le api poiché spessissimo le molecole chimiche introdotte nell’alveare scatenano inevitabilmente effetti collaterali molto negativi.

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Crema pasticcera con il miele

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API: SALVIAMOLE CON UN FIORE. ECCO QUALI PIANTARE

api fioriNon solo scegliere prodotti biologici. Per aiutare le api basta piantare i fiori giusti. Per questo Greenpeace ha reso nota una lista delle piante più adatte che permettono a questi piccoli insetti di trovare rifugio e cibo col polline.

L’associazione ha invitato tutti a creare delle “aree Salva-Api” dove esse insieme ad altri insetti impollinatori possano trovare rifugio e polline per nutrirsi. Seminando i cosiddetti fiori amici delle api nel giardino, nell’orto, sul balcone o in un parco, senza usare pesticidi chimici, si dà una grande mano d’aiuto agli insetti, messi a rischio dai pesticidi. Contine reading

Biodinamica e nutrizione delle api

Rudolf Steiner consigliava di mescolare tisana di camomilla al nutrimento. Egli diceva che allo zucchero mancavano le forze dei fiori che sono necessarie alle api. Queste sarebbero contenute in forma particolarmente concentrata nella camomilla da cui può essere prodotto il miele. Queste forze possono essere conferite dalla tisana allo sciroppo. Consigliava inoltre di aggiungere un pizzico di sale al nutrimento per renderlo più digeribile alle api.  Contine reading

Le immagini mozzafiato degli antichi cacciatori di miele del Nepal

di , il 6 marzo 2014

Il fotografo di viaggi Andrew Newey, inglese, ha documentato un’antica attività, quella dei cacciatori del miele in Nepal. Là, lungo alti costoni di roccia, api grandi fino a 3 cm costruiscono i loro alveari e le popolazioni locali, in particolare la gente della tribu dei Gurung, hanno imparato e tramandato la raccolta del loro miele con una tecnica tra il pericoloso e il pazzesco. Si arrampicano infatti su delle funi e con dei lunghi bastoni staccano pezzi degli alveari che cadono a terra dove vengono raccolti. Dal basso, durante tutta l’operazione, viene fatto fumo per tenere le api a bada.
Il miele raccolto da questi insetti ha, tra l’altro, alcune peculiarità farmaceutiche ed è quindi molto richiesto in Giappone, Korea e Cina. Ciò ha portato negli ultimi anni, ad uno sfruttamento maggiore, alla privatizzazione delle pareti di roccia dove costruiscono gli alveari le api e ad un conseguente abbandono di questa tecnica antica in favore di metodi più moderni.

Fonti: andrewnewey.com, boredpanda

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