Incontro Aapi di mezza stagione – i dati sulle produzioni di miele italiano

concorso mieleCome di consueto si è svolto a Modena, il 26 luglio, l’incontro di mezza stagione dell’Aapi.

L’evento rappresenta un momento importante di condivisione e confronto sulle tematiche del momento e per fare il punto sull’annata apistica produttiva, ormai avviata alla conclusione.

Riportiamo quanto riferito dagli apicoltori professionisti presenti a Modena in merito alle produzioni.

 

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Le api sono indicatori di ecosistemi agricoli sani, che aiutano a creare

Il Direttore Generale della FAO sollecita un approccio rispettoso degli insetti impollinatori

Photo: @FAO/Dino Martins

Un’ape al lavoro nella Valle Kerio in Kenya.

21 Maggio 2016, Lubiana – Le api danno un contributo inestimabile all’agricoltura e sono un fattore importante e invisibile della salute ambientale, lavoratori non pagati, che mantengono e riflettono la biodiversità.

“Un mondo senza impollinatori sarebbe un mondo senza diversità alimentare – e nel lungo periodo, senza sicurezza alimentare”, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel corso di una visita in Slovenia che culminerà sabato al festival nazionale degli apicoltori.

La Slovenia sta promuovendo il 20 di maggio come Giornata Internazionale delle Api, e ha ottenuto l’appoggio della FAO e di altri 53 paesi nella recente Conferenza Regionale Europea. I prossimi passi prevedono l’approvazione da parte dei comitati tecnici della FAO e della Conferenza FAO nel 2017. L’Adozione della Giornata internazionale delle Api rappresenterà un’ iniziativa concreta dopo l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e l’Accordo sui Cambiamenti Climatici di Parigi, in linea con l’ Agenda dello Sviluppo 2030 – ha affermato Graziano da Silva.

Le api sono i più famosi impollinatori, un gruppo di specie i cui membri volano, saltellano e strisciano sopra i fiori per consentire alle piante – comprese quelle che rappresentano oltre un terzo della produzione globale di cibo vegetale – di riprodursi.  La loro assenza eliminerebbe una serie di alimenti nutrienti dalle nostre diete, tra cui le patate, le cipolle, le fragole, i cavolfiori, il pepe, il caffè, la zucca, le carote, i girasoli, le mele, le mandorle, i pomodori e il cacao, ha affermato Graziano da Silva.

Eppure, nonostante il loro ruolo fondamentale, stiamo favorendone l’esaurimento, esponendo le api a sempre maggiori pericoli, ha avvertito il Direttore Generale.

Tra le minacce vi sono il cambiamento di destinazione del suolo, l’impiego di pesticidi, sistemi agricoli monocolturali e il cambiamento climatico, che possono interferire con le stagioni di fioritura.

“Le api sono un segno di ecosistemi ben funzionanti,” ha fatto notare Graziano da Silva, aggiungendo: “Il declino degli impollinatori è in larga misura anche un segno dei disagi che i cambiamenti globali stanno causando agli ecosistemi di tutto il mondo”.

La FAO incoraggia l’adozione di metodi di produzione agricola che incrementano le funzioni degli ecosistemi – come la Gestione Integrata dei Parassiti – che tende a minimizzare l’uso di prodotti chimici per aumentare la produzione in modo sostenibile.

L’impollinazione come servizio eco-sistemico

“L’impollinazione è uno dei servizi eco-sistemici più visibili, che rendono possibile la produzione alimentare”, ha detto il Direttore Generale.

Promuovere robuste comunità di impollinatori – e il lavoro è fatto anche da farfalle, coleotteri, uccelli, pipistrelli, moscerini e altri animali – significa garantire loro una diversità di habitat, così come sostenere le pratiche agricole tradizionali che li beneficiano, ha osservato.

Migliorare la densità e la diversità degli impollinatori sembrano direttamente e positivamente influenzare la resa delle colture. Dal 2000, la FAO ha coordinato “l’Iniziativa Internazionale per gli Impollinatori”, che produce conoscenza, linee guida e protocolli per sostenere i paesi nel monitoraggio degli impollinatori e capire meglio le minacce, le informazioni che servono e le lacune nei dati.

Salutando la leadership della Slovenia in apicoltura, Graziano da Silva ha invitato tutti i paesi ad adottare in agricoltura un approccio rispettoso degli impollinatori. I consumatori devono essere più consapevoli del ruolo importante che essi hanno e prendere decisioni in questa direzione, ha aggiunto.

“Senza le api, sarebbe impossibile raggiungere l’obiettivo principale della FAO, un mondo senza fame”.

Api operose

Una singola ape in media visita intorno a 7.000 fiori al giorno, e sono necessarie quattro milioni di visite a fiori per produrre un chilogrammo di miele.

A livello globale, 81 milioni di alveari producono 1,6 milioni di tonnellate di miele, circa un terzo dei quali è commerciato oltre i confini nazionali, secondo la Piattaforma Intergovernativa Scienza-Politica sulla Biodiversità e i servizi Eco-sistemici. Mentre a livello globale il numero degli alveari è cresciuto negli ultimi 50 anni, è invece calato in molti paesi europei e nordamericani.

La salute e la biodiversità degli ecosistemi dipendono anche da oltre 20.000 specie di api selvatiche, che sono raccoglitori specializzati e che, per i loro specifici legami con piante da fiore, sono più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

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Miele: il made in Italy crolla del 70%

Miele: sugli scaffali della grande distribuzione non ci sarà sufficiente produzione italiana quest’anno

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ETICHETTA NUTRIZIONALE

vasetti2Dal 13 dicembre 2016, ai sensi del regolamento (UE) 1169/2011, è obbligatoria la presenza nell’etichettatura dei prodotti alimentari della «dichiarazione nutrizionale» o «etichettatura nutrizionale».Cioè le informazioni che indicano quantitativamente per ogni alimento il valore energetico e le quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Contine reading

Miele sui tetti di case e musei: il progetto di apicoltura urbana di UrBees

9ba95c734cc402b5e20a811a422fd12f_lRiavvicinare la natura al contesto metropolitano attraverso le api. L’apicoltura urbana è un fenomeno che si sta diffondendo in molte città: non solo in metropoli all’avanguardia come New York, Tokyo e Londra, ma anche in l’Italia con Torino, Milano e Roma. Grazie al progetto UrBees, che si occupa di sviluppare la cultura e la pratica dell’apicoltura urbana nel nostro Paese.

 

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Assessore Mai: 1000 arnie gratis per i nostri apicoltori

apicolturaGENOVA. 2 NOV. Un bando da 45 mila euro per l’acquisto di nuove arnie. È quanto ha stabilito oggi la giunta Toti, su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, a sostegno del settore dell’apicoltura per la campagna 2016-2017, secondo le disposizioni del programma nazionale triennale a favore del comparto.

“Con queste risorse – spiega l’assessore Mai – sono potenzialmente acquistabili circa 1000 nuove arnie anti varroa, l’acaro parassita che può attaccare le api e quindi mettere a rischio le produzioni del nostro miele. Auspichiamo che l’intero budget vada esaurito perché si potrebbe tradurre in un aumento del patrimonio apistico regionale di poco meno del 4% rispetto quello attuale”. Contine reading

Dall’ingabbio estivo a quello autunnale/invernale prolungato

di A. Carrelli 

imm1-ingabbioIl metodo dell’ingabbiamento dell’ape regina è una delle prime bio-tecniche di lotta alla varroa che l’apicoltura italiana ha messo appunto già agli inizi degli anni ‘90 quando a Castel San Pietro, dopo i primi anni bui del settore che era stato quasi affondato dall’acaro, se ne parlò. L’idea era semplice: colpire la varroa con un acaricida quando era tutta in fase foretica. Alla fine dell’estate si procedeva quindi a confinare l’ape regina in una gabbia, che permetteva il solo passaggio delle api, per circa 25 giorni cosicché anche la covata da fuco sfarfallasse. A questo punto si procedeva alla liberazione della regina e si faceva un trattamento acaricida. A pensarci bene è un metodo geniale per due grosse ragioni:

  1. la varroa è, come detto, tutta in fase foretica e quindi facilmente vulnerabile poiché non può nascondersi nelle celle opercolate;
  2. con una dose minima di acaricida è possibile abbattere quasi tutta la varroa presente (mettetevi l’anima in pace: qualcuna ne rimarrà sempre. È una caratteristica di tutti gli esseri viventi quella di voler sopravvivere). Dose minima di acaricida significa oltre ad un notevole risparmio di soldi soprattutto salute per le api poiché spessissimo le molecole chimiche introdotte nell’alveare scatenano inevitabilmente effetti collaterali molto negativi.

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Anagrafe apistica: in arrivo le sanzioni!

banner_anagrafeIl 10 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il disegno di legge cosiddetto “collegato agricolo”  approvato a luglio  dopo un lungo iter parlamentare.

Il dispositivo contiene al suo interno, fra gli altri, un articolo di legge dedicato alla apicoltura, che stabilisce obblighi e sanzioni in merito alla anagrafe apistica nazionale. Contine reading

Nel Cuore Del Parco Di Vejo – Atti Vandalici A Formello Contro Le Api

Atto vandalico, 25 alveari distrutti.
Uccise migliaia di api con  la schiuma di polistirolo espanso.

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A Formello, alle porte di Roma, venticinque alveari sono stati distrutti da ignoti, sigillando la porticina di volo delle arnie con polistirolo espanso. Lo rende noto la titolare degli alveari Manuela Manfredini che esercita l’apicoltura con il padre Giustiniano e il fratello Marco come attività primaria. Le api erano posizionate a Formello nell’azienda agricola di via della Spinaretta della signora Inge Stolz  che,  quando si è avveduta dell’episodio, le api erano già morte soffocate. Contine reading