Ad Agosto sarà disponibile VarroMed

Che cos’è e per che cosa si usa VarroMed?

VarroMed è un medicinale usato per il trattamento della varroasi in colonie di api mellifere. La varroasi è una malattia delle api mellifere causata dall’infestazione da parte di un parassita, un acaro chiamato Varroa (Varroa destructor). La Varroa si nutre di emolinfa (sangue) di api adulte e della covata (fasi di sviluppo dell’ape mellifera) con conseguente nocumento e/o morte delle api; l’acaro può anche contribuire alla diffusione di virus e batteri. Una significativa infestazione da acari può portare alla distruzione di una colonia di api mellifere. VarroMed può essere utilizzato su colonie con e senza covata.

VarroMed contiene i principi attivi acido ossalico diidrato e acido formico.

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Apifor60 e Polyvar®: altri due prodotti per la lotta alla Varroa

Nella Gazzetta Ufficiale n° 99 del 29 aprile 2017 sono state pubblicate le autorizzazioni alla immissione in commercio di due nuovi  prodotti acaricidi per l’apicoltura. Si tratta di APIFOR60, soluzione acquosa di acido formico, e di POLYVAR®, strisce per alveare a base di flumetrina.

Entrambi i prodotti sono  in libera vendita senza obbligo di ricetta medico veterinaria, e (vedi più avanti) senza obbligo di registrazione nel registro dei trattamenti di animali destinati alla produzione di alimenti.

Il principio attivo dell’APIFOR60  è l’acido formico, consentito in apicoltura biologica. Il prodotto con l’utilizzo di  idonei evaporatori permette, per un periodo prolungato, un rilascio costante e continuo di dosi ridotte di acdio formico

Il POLYVAR®  si presenta in strisce forate impregnate del piretroide flumetrina, da porre all’ingresso dell’alveare in mdo da costringere le api a entrare e uscire dall’arnia solo attravreso i fori della striscia.

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Dall’ingabbio estivo a quello autunnale/invernale prolungato

di A. Carrelli 

imm1-ingabbioIl metodo dell’ingabbiamento dell’ape regina è una delle prime bio-tecniche di lotta alla varroa che l’apicoltura italiana ha messo appunto già agli inizi degli anni ‘90 quando a Castel San Pietro, dopo i primi anni bui del settore che era stato quasi affondato dall’acaro, se ne parlò. L’idea era semplice: colpire la varroa con un acaricida quando era tutta in fase foretica. Alla fine dell’estate si procedeva quindi a confinare l’ape regina in una gabbia, che permetteva il solo passaggio delle api, per circa 25 giorni cosicché anche la covata da fuco sfarfallasse. A questo punto si procedeva alla liberazione della regina e si faceva un trattamento acaricida. A pensarci bene è un metodo geniale per due grosse ragioni:

  1. la varroa è, come detto, tutta in fase foretica e quindi facilmente vulnerabile poiché non può nascondersi nelle celle opercolate;
  2. con una dose minima di acaricida è possibile abbattere quasi tutta la varroa presente (mettetevi l’anima in pace: qualcuna ne rimarrà sempre. È una caratteristica di tutti gli esseri viventi quella di voler sopravvivere). Dose minima di acaricida significa oltre ad un notevole risparmio di soldi soprattutto salute per le api poiché spessissimo le molecole chimiche introdotte nell’alveare scatenano inevitabilmente effetti collaterali molto negativi.

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MODALITA’ DI ESECUZIONE DEL TRATTAMENTO ANTIVARROA COSI’ DETTO DI PULIZIA INVERNALE

varroxOrmai l’inverno è alle porte e gli apicoltori oltre a sistemare il magazzino, il laboratorio e prendere nota del materiale che ci serve per la prossima stagione apistica dobbiamo obbligatoriamente eseguire un trattamento antivarroa c.d. di pulizia.

Generalmente l’ape regina, alle nostre latitudini, più o meno da novembre fino a metà gennaio smette di deporre uova e, conseguentemente, si vengono a creare le condizioni ideali per eseguire un trattamento antivarroa che sia particolarmente efficace.

L’inverno scorso è stato sorprendentemente mite, infatti, molte colonie non hanno mai smesso di avere covata al loro interno, in questo modo non è stato possibile effettuare il trattamento antivarroa che raggiungesse gli effetti sperati. Le conseguenze di questo problema si sono poi viste durante l’estate successiva, riscontrando un’alta infestazione di varroa che ha portato molte famiglie a indebolirsi sempre di più fino a soccombere.

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Allarme varroa, il bollettino di giugno 2014 rileva un alto tasso di infestazione

Senza titolo-3I dati sono sono stati rilevati con il metodo dello zucchero a velo, su 598 alveari, dislocati in 59 comuni italiani, nel periodo 10-21 giuno 2014.

Livelli di infestazione
L’infestazione rilevata si attesta in media sull’1,93%, molto vicina alla soglia di trattamento
del 2% e più del doppio dell’infestazione media rilevata nel giugno 2013 (0,82%).

Solo il 44,4% degli apiari ha mostrato un livello di infestazione sotto la soglia “di sicurezza”
dell’1%, nel 2013 erano l’83,3%

Oltre un terzo (36,1%) degli apiari hanno già superato la soglia di trattamento del 2%, mentre nel 2013
erano solo il 7,3% Contine reading