Ad Agosto sarà disponibile VarroMed

Che cos’è e per che cosa si usa VarroMed?

VarroMed è un medicinale usato per il trattamento della varroasi in colonie di api mellifere. La varroasi è una malattia delle api mellifere causata dall’infestazione da parte di un parassita, un acaro chiamato Varroa (Varroa destructor). La Varroa si nutre di emolinfa (sangue) di api adulte e della covata (fasi di sviluppo dell’ape mellifera) con conseguente nocumento e/o morte delle api; l’acaro può anche contribuire alla diffusione di virus e batteri. Una significativa infestazione da acari può portare alla distruzione di una colonia di api mellifere. VarroMed può essere utilizzato su colonie con e senza covata.

VarroMed contiene i principi attivi acido ossalico diidrato e acido formico.

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Dall’ingabbio estivo a quello autunnale/invernale prolungato

di A. Carrelli 

imm1-ingabbioIl metodo dell’ingabbiamento dell’ape regina è una delle prime bio-tecniche di lotta alla varroa che l’apicoltura italiana ha messo appunto già agli inizi degli anni ‘90 quando a Castel San Pietro, dopo i primi anni bui del settore che era stato quasi affondato dall’acaro, se ne parlò. L’idea era semplice: colpire la varroa con un acaricida quando era tutta in fase foretica. Alla fine dell’estate si procedeva quindi a confinare l’ape regina in una gabbia, che permetteva il solo passaggio delle api, per circa 25 giorni cosicché anche la covata da fuco sfarfallasse. A questo punto si procedeva alla liberazione della regina e si faceva un trattamento acaricida. A pensarci bene è un metodo geniale per due grosse ragioni:

  1. la varroa è, come detto, tutta in fase foretica e quindi facilmente vulnerabile poiché non può nascondersi nelle celle opercolate;
  2. con una dose minima di acaricida è possibile abbattere quasi tutta la varroa presente (mettetevi l’anima in pace: qualcuna ne rimarrà sempre. È una caratteristica di tutti gli esseri viventi quella di voler sopravvivere). Dose minima di acaricida significa oltre ad un notevole risparmio di soldi soprattutto salute per le api poiché spessissimo le molecole chimiche introdotte nell’alveare scatenano inevitabilmente effetti collaterali molto negativi.

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Biodinamica e nutrizione delle api

Rudolf Steiner consigliava di mescolare tisana di camomilla al nutrimento. Egli diceva che allo zucchero mancavano le forze dei fiori che sono necessarie alle api. Queste sarebbero contenute in forma particolarmente concentrata nella camomilla da cui può essere prodotto il miele. Queste forze possono essere conferite dalla tisana allo sciroppo. Consigliava inoltre di aggiungere un pizzico di sale al nutrimento per renderlo più digeribile alle api.  Contine reading

Operazioni di gennaio

Arnie ossalicoGennaio volge verso il termine e questo mese rappresenta il termine ultimo per poter effettuare dei trattamenti antivarroa di pulizia con acido ossalico sublimato. In questo periodo è anche utile posizionare sopra gli alveari delle confezioni di candito. Questo tipo di nutrimento serve sia per evitare che le famiglie di api si ritrovino senza scorte di cibo verso la fase finale dell’inverno, sia funge da stimolo per aiutare le regine a riprendere la deposizione delle uova. Quest’ultimo aspetto è fondamentale per avere poi una colonia forte quando arriverà il tempo del primo grande raccolto: l’acacia.

Candito

Stampo per fogli cerei

Lo stampo per fogli cerei è composto da due facciate in silicone a nido d’ape che sono applicate sopra due lastre d’alluminio, alle quali sono fissate 2 ventilatori di 240 V per il raffreddamento.

  • breve tempo di preparazione favorito dal raffreddamento ad aria
  • grazie ad un ugello applicato ad una pistola ad aria lo stampo può essere aperto senza problemi per estrarre il foglio cereo
  • la cera in eccesso cola direttamente sopra il telo in silicone e recuperata
  • risparmio di tempo
  • attraverso un raffreddamento graduale non si formano crepe o punti di rottura nei fogli cerei
  • la cera si stacca facilmente dalle pareti in silicone
  • nessuna deformazione, spessore regolare dei fogli cerei
  • lo spessore dei fogli può essere regolato dalle viti predisposte a questa funzione

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Nutrizione degli alveari a fine inverno

4In questo periodo, cioè fine gennaio e febbraio, bisogna ricordarsi di tenere sotto controllo le scorte dei nostri alveari. Proprio durante queste settimane riprende seriamente la deposizione di uova da parte della regina e di conseguente aumenta esponenzialmente il consumo di scorte da parte delle api per mantenere la temperatura all’interno dell’arnia adatta e costante per la covata.

L’ideale sarebbe eseguire delle visite di ispezione durante le belle giornate per controllare la presenza di miele nei telaini, ma se questo non fosse possibile a causa del tempo poco clemente, è bene allora posizionare piccole porzioni di candito sopra il coperchio della casetta a scopo preventivo in modo da evitare brutte sorprese più avanti. La voracità con cui le api svuotano il candito all’interno del sacchetto è indice della necessità di scorte aggiuntive per le api.

Questa operazione è molto semplice, bisogna preparare delle piccole confezioni di candito all’interno di sacchetti di plastica, successivamente è necessario creare delle piccole aperture circolari su un lato del candito e posizionare lo stesso in corrispondenza del foro adibito alla nutrizione che si trova sul coperchio dell’arnia. Contine reading