Via le siepi per fare i vigneti: scompaiono gli uccelli, abuso di pesticidi

“Dagli anni 60 credo che la percentuale delle siepi rimaste sia del 10%, i prati sono spariti” dichiara il consigliere comunale dem Alessandro De Bastiani

 

VITTORIO VENETO – Continua l’avanzata del “deserto verde” della monocultura della vite. E farne le spese, sempre più, sono le siepi, che un tempo crescevano rigogliose e che ora invece vengono letteralmente spazzate via per fare spazio a nuovi vigneti.

 Con conseguenze irrimediabili per il territorio: come la sparizione, nella nostra area, di molte specie di uccelli, che in quelle siepi trovavano un riparo, cibo e un luogo per la riproduzione. Uccelli come il cardellino, l’allodola, la quaglia, la passera mattugiasono praticamente scomparsi con l’avanzare dei vigneti.

Altre specie invece hanno fatto registrare un notevole declino. Nell’area dei “prati di Meschio”, per fare un esempio, un tempo c’erano tantissime “codecassole” (nome dialettale per la ballerina bianca e gialla), che ora non si vedono più. “Dagli anni 60 credo che la percentuale delle siepi rimaste sia del 10%, i prati sono spariti” dichiara il consigliere comunale dem Alessandro De Bastiani.

La sparizione delle siepi genera così un altro circolo vizioso, legato all’uso massiccio di pesticidi nei vigneti. “La coltivazione intensiva sta favorendo l’impoverimento biologico dell’agrosistema provocando la drastica riduzione di avifauna, insetti e mammiferi, per la mancanza di zone di rifugio e di riproduzione – prosegue il presidente della IV commissione – La mancanza di antagonisti naturali favorisce la forte pressione dei parassiti e la conseguente necessità di impiego di fitofarmaci. La siepe offre l’habitat ideale ad un’ampia gamma di predatori dei principali parassiti della vite. Venendo meno la presenza di questi predatori aumenta in modo considerevole la necessità di trattamenti chimici”.

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