FESTIVAL DEL MIELE A LEVICO TERME

Dal 25 Agosto al 27 Agosto 2017

Api, miele, cera, propoli, pappa reale… ​dal 25 al 27 agosto ​e Levico Terme un mondo e tanti prodotti​ genuini​ da scoprire​ con stand​, laboratori ​creativo didattici, animazione ​per bambini,​ degustazioni guidate​, dimostrazioni di smielatura​​, aperitivi e menù a tema nei bar e ristoranti del centro!

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Le api sono indicatori di ecosistemi agricoli sani, che aiutano a creare

Il Direttore Generale della FAO sollecita un approccio rispettoso degli insetti impollinatori

Photo: @FAO/Dino Martins

Un’ape al lavoro nella Valle Kerio in Kenya.

21 Maggio 2016, Lubiana – Le api danno un contributo inestimabile all’agricoltura e sono un fattore importante e invisibile della salute ambientale, lavoratori non pagati, che mantengono e riflettono la biodiversità.

“Un mondo senza impollinatori sarebbe un mondo senza diversità alimentare – e nel lungo periodo, senza sicurezza alimentare”, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel corso di una visita in Slovenia che culminerà sabato al festival nazionale degli apicoltori.

La Slovenia sta promuovendo il 20 di maggio come Giornata Internazionale delle Api, e ha ottenuto l’appoggio della FAO e di altri 53 paesi nella recente Conferenza Regionale Europea. I prossimi passi prevedono l’approvazione da parte dei comitati tecnici della FAO e della Conferenza FAO nel 2017. L’Adozione della Giornata internazionale delle Api rappresenterà un’ iniziativa concreta dopo l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e l’Accordo sui Cambiamenti Climatici di Parigi, in linea con l’ Agenda dello Sviluppo 2030 – ha affermato Graziano da Silva.

Le api sono i più famosi impollinatori, un gruppo di specie i cui membri volano, saltellano e strisciano sopra i fiori per consentire alle piante – comprese quelle che rappresentano oltre un terzo della produzione globale di cibo vegetale – di riprodursi.  La loro assenza eliminerebbe una serie di alimenti nutrienti dalle nostre diete, tra cui le patate, le cipolle, le fragole, i cavolfiori, il pepe, il caffè, la zucca, le carote, i girasoli, le mele, le mandorle, i pomodori e il cacao, ha affermato Graziano da Silva.

Eppure, nonostante il loro ruolo fondamentale, stiamo favorendone l’esaurimento, esponendo le api a sempre maggiori pericoli, ha avvertito il Direttore Generale.

Tra le minacce vi sono il cambiamento di destinazione del suolo, l’impiego di pesticidi, sistemi agricoli monocolturali e il cambiamento climatico, che possono interferire con le stagioni di fioritura.

“Le api sono un segno di ecosistemi ben funzionanti,” ha fatto notare Graziano da Silva, aggiungendo: “Il declino degli impollinatori è in larga misura anche un segno dei disagi che i cambiamenti globali stanno causando agli ecosistemi di tutto il mondo”.

La FAO incoraggia l’adozione di metodi di produzione agricola che incrementano le funzioni degli ecosistemi – come la Gestione Integrata dei Parassiti – che tende a minimizzare l’uso di prodotti chimici per aumentare la produzione in modo sostenibile.

L’impollinazione come servizio eco-sistemico

“L’impollinazione è uno dei servizi eco-sistemici più visibili, che rendono possibile la produzione alimentare”, ha detto il Direttore Generale.

Promuovere robuste comunità di impollinatori – e il lavoro è fatto anche da farfalle, coleotteri, uccelli, pipistrelli, moscerini e altri animali – significa garantire loro una diversità di habitat, così come sostenere le pratiche agricole tradizionali che li beneficiano, ha osservato.

Migliorare la densità e la diversità degli impollinatori sembrano direttamente e positivamente influenzare la resa delle colture. Dal 2000, la FAO ha coordinato “l’Iniziativa Internazionale per gli Impollinatori”, che produce conoscenza, linee guida e protocolli per sostenere i paesi nel monitoraggio degli impollinatori e capire meglio le minacce, le informazioni che servono e le lacune nei dati.

Salutando la leadership della Slovenia in apicoltura, Graziano da Silva ha invitato tutti i paesi ad adottare in agricoltura un approccio rispettoso degli impollinatori. I consumatori devono essere più consapevoli del ruolo importante che essi hanno e prendere decisioni in questa direzione, ha aggiunto.

“Senza le api, sarebbe impossibile raggiungere l’obiettivo principale della FAO, un mondo senza fame”.

Api operose

Una singola ape in media visita intorno a 7.000 fiori al giorno, e sono necessarie quattro milioni di visite a fiori per produrre un chilogrammo di miele.

A livello globale, 81 milioni di alveari producono 1,6 milioni di tonnellate di miele, circa un terzo dei quali è commerciato oltre i confini nazionali, secondo la Piattaforma Intergovernativa Scienza-Politica sulla Biodiversità e i servizi Eco-sistemici. Mentre a livello globale il numero degli alveari è cresciuto negli ultimi 50 anni, è invece calato in molti paesi europei e nordamericani.

La salute e la biodiversità degli ecosistemi dipendono anche da oltre 20.000 specie di api selvatiche, che sono raccoglitori specializzati e che, per i loro specifici legami con piante da fiore, sono più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

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Miele sui tetti di case e musei: il progetto di apicoltura urbana di UrBees

9ba95c734cc402b5e20a811a422fd12f_lRiavvicinare la natura al contesto metropolitano attraverso le api. L’apicoltura urbana è un fenomeno che si sta diffondendo in molte città: non solo in metropoli all’avanguardia come New York, Tokyo e Londra, ma anche in l’Italia con Torino, Milano e Roma. Grazie al progetto UrBees, che si occupa di sviluppare la cultura e la pratica dell’apicoltura urbana nel nostro Paese.

 

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TRE MILIONI DI API MORTE A CAUSA DEL PESTICIDA USATO CONTRO IL VIRUS ZIKA

Scritto da Marta Albè

moria_api_zikaLa crescente preoccupazione per la diffusione del virus Zika negli Stati Uniti sta portando a misure estreme di prevenzione che purtroppo stanno danneggiando le api. Nelle aree in cui le zanzare sono molto diffuse, le autorità del South Carolina stanno utilizzando dosi massicce di insetticidi che hanno portato ad una vera e propria moria delle api: più di 3 milioni in un solo giorno! Contine reading

Strage delle api, crolla la produzione di miele (70 per cento in meno) e aumenta l’inquinamento

crollo-produzione-miele-italia-strage-api-pesticidi-2-640x435Chi ancora continua ad avere qualche dubbio sui danni dell’uso disinvolto, compulsivo e sprecone dei trattamenti chimici, dovrebbe dare uno sguardo alla produzione 2016 di miele in Italia. Un disastro. Quest’anno avremo un crollo del 70 per cento di un prodotto che significa salute, made in Italy, territorio e alta qualità, con ben 40 varietà, primato mondiale, di miele «monoflora», ovvero proveniente da un’unica pianta. Contine reading

LE SENTINELLE DELL’AMBIENTE STANNO MORENDO

Aprile 2016 – Rossano Veneto  (PD)

Fatto denunciato all’Ulss competente e all’Istituto Zooprofilattico

12Lo scenario è disarmante e il responsabile di questo scempio è l’uomo. Le api muoiono avvelenate per l’uso sconsiderato dei neonicotinoidi e fitofarmaci in agricoltura, e, oltre alla sensibile perdita del patrimonio apistico, l’uomo rischia per la sua stessa salute.

Occorre tornare a un’agricoltura sostenibile per salvare l’ambiente e le api. Le api, non solo fungono da impollinatori per circa 70 specie di colture delle 100, che forniscono il 90% di prodotti alimentari, favorendo quindi la biodiversità, ma sono anche le sentinelle dell’ambiente in cui viviamo e delle cose che mangiamo. Non è insomma un problema soltanto sanitario. Contine reading

Nel Cuore Del Parco Di Vejo – Atti Vandalici A Formello Contro Le Api

Atto vandalico, 25 alveari distrutti.
Uccise migliaia di api con  la schiuma di polistirolo espanso.

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A Formello, alle porte di Roma, venticinque alveari sono stati distrutti da ignoti, sigillando la porticina di volo delle arnie con polistirolo espanso. Lo rende noto la titolare degli alveari Manuela Manfredini che esercita l’apicoltura con il padre Giustiniano e il fratello Marco come attività primaria. Le api erano posizionate a Formello nell’azienda agricola di via della Spinaretta della signora Inge Stolz  che,  quando si è avveduta dell’episodio, le api erano già morte soffocate. Contine reading

Apitraz: nuovo antivarroa, superati i fenomeni di resistenza

FAI_Apitraz_2016-200Già il nome richiama alla memoria il principio attivo, l’Amitraz, largamente impiegato in Italia e nel mondo per la lotta alla varroa; successivamente accantonato a causa dei fenomeni di resistenza –  che l’acaro aveva sviluppato in alcune zone – causati dall’uso di formulati e metodi non autorizzati per l’impiego in apicoltura. Oggi l’APITRAZ, grazie alle maggiori dimensioni e, quindi, alla maggiore superficie di contatto, si propone come il nuovo medicinale veterinario antivarroa che ha ottenuto l’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte del Ministero della Salute; con Decreto n. 16, del 26 Gennaio 2016, viene estesa la già concessa autorizzazione spagnola anche al nostro mercato nazionale.

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Il giallo dei ladri di api, caccia con gps e satellitari

Furti in tutta Italia: in un caso sparite 17 arnie con un milione di insetti

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GIANNI GIACOMINO
TORINO

E’ triste e arrabbiato Mario Berti, apicoltore di 77 anni di Caravino, vicino a Ivrea, quando guarda quello spazio di prato vuoto dove, fino all’altro giorno, erano sistemate 17 arnie popolate da oltre un milione di api, pronte a volare su piante e fiori per catturare i primi germogli. Qualcuno le ha rubate. «Non le ritroverò mai più, mai più – scuote la testa rassegnato – Per la mia famiglia è un grosso danno. Sacrifici e lavoro buttati via. Ma sono pronto a ricompensare chi mi riporterà le api».Il danno si aggira intorno ai 5 mila euro. Berti, vincitore di ben otto premi nazionali per la qualità del miele che produce, è solo l’ultima vittima dei «predoni delle arnie». Che stanno razziando dal Trentino alla Sicilia, perché gli alveari italiani, di grande qualità, sono una merce preziosa che muovono un giro di affari annuo intorno ai 150 milioni di euro.

«Da un po’ di tempo a questa parte i furti sono in costante aumento e noi siamo molto preoccupati» – non nasconde Raffaele Cirone, il presidente nazionale della Federazione Apicoltori Italiani. Fornire delle statistiche sui raid è quasi impossibile. Solo un dettaglio è sicuro. «Chi decide di commettere questo tipo di crimini sa come avvicinarsi alle api, come trattarle e, di solito, sa già come piazzare la refurtiva sul mercato nero. È uno del settore» – analizza Cirone. Oppure: «Si tratta di apicoltori esperti che rubano perché sono a conoscenza di “colleghi” interessati all’acquisto di alveari». L’allarme ha convinto alcuni apicoltori a mettere mano al portafoglio e ad infilare nelle arnie dei microchip. In questo modo, attraverso il sistema satellitare gps, si può sempre tracciare e individuare la posizione della casetta. Altri imprenditori del miele, per sorvegliare fuchi e api regine, hanno invece preferito adottare la soluzione più tradizionale delle telecamere, a parte la solita polizza assicurativa.

Una «casetta» con tutta la sua popolazione può costare da 250 fino a 400 euro. Un’ape regina da riproduzione parte da una quindicina di euro e raggiunge qualche centinaio di euro se ha un pedigree nobile. «Soldi che qualcuno sborsa senza problemi pur di entrare in possesso dell’alveare e produrre miele di qualità» – spiega Giancarlo Naldi, al timone dell’Osservatorio Nazionale Miele. Il presidente evidenzia come in Italia, dove si produrrebbero dalle 23 alle 25 mila tonnellate di miele, dagli ultimi rilevamenti effettuati, su un milione e mezzo di alveari «Emerge che circa 360 mila non sono censiti e questo è un guaio. Perché non si conoscono le condizioni sanitarie delle api che potrebbero anche trasmettere delle malattie».

Un modo per cercare almeno di contrastare le razzie delle arnie ci sarebbe. Ed è l’anagrafe apistica nazionale, nata poco più un anno fa. Un registro al quale tutti i proprietari e detentori di alveari (12 mila quelli «professionali» e dai 35 ai 40 mila quelli con attività di autoconsumo, secondo i numeri dell’Osservatorio), dovrebbero iscriversi, comunicando tutte le caratteristiche dei loro apiari. «Peccato che, dall’entrata in vigore del provvedimento, manchino almeno la metà degli apicoltori italiani e la metà degli alveari – dice chiaramente Cirone -. Ma, poco per volta, perfezioneremo il sistema. L’obiettivo è quello di arrivare ad ottenere il controllo di tutti gli alveari attraverso delle coordinate satellitari». La settimana scorsa a Saluzzo un ladro di api è stato scoperto e denunciato dai carabinieri. Rischia una pena pesante. A parte una sanzione pecuniaria, da uno a sei anni di carcere per abigeato, perché far sparire delle api è classificato come furto di patrimonio zootecnico.

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