LE SENTINELLE DELL’AMBIENTE STANNO MORENDO

Aprile 2016 – Rossano Veneto  (PD)

Fatto denunciato all’Ulss competente e all’Istituto Zooprofilattico

12Lo scenario è disarmante e il responsabile di questo scempio è l’uomo. Le api muoiono avvelenate per l’uso sconsiderato dei neonicotinoidi e fitofarmaci in agricoltura, e, oltre alla sensibile perdita del patrimonio apistico, l’uomo rischia per la sua stessa salute.

Occorre tornare a un’agricoltura sostenibile per salvare l’ambiente e le api. Le api, non solo fungono da impollinatori per circa 70 specie di colture delle 100, che forniscono il 90% di prodotti alimentari, favorendo quindi la biodiversità, ma sono anche le sentinelle dell’ambiente in cui viviamo e delle cose che mangiamo. Non è insomma un problema soltanto sanitario.

La popolazione apicola è in calo. A partire dalla fine degli anni ’90, molti apicoltori (soprattutto nell’Europa occidentale e in Nord America) hanno iniziato a segnalare un anomalo impoverimento del numero di api e una diminuzione delle colonie. La causa di questo declino non è unica; sono vari, infatti, i fattori concomitanti. Studi recenti (fonte EFSA) hanno evidenziato che fra questi vi sono gli effetti dell’agricoltura intensiva e dell’uso a volte indiscriminato di prodotti fitosanitari, la scarsa o insufficiente alimentazione delle api, il diffondersi di virosi e di agenti patogeni, gli attacchi di specie invasive (come ad esempio l’acaro varroa, la vespa asiatica, il piccolo scarabeo dell’alveare), i cambiamenti ambientali e la perdita di habitat.

13Pertanto, è necessario tornare ad un’agricoltura sostenibile, con un approccio olistico e mettendo da parte il mero scopo lucrativo. È un’esigenza che ci riguarda tutti da vicino e non solo gli addetti al lavoro: l’inquinamento, l’uso inappropriato dei farmaci, la distruzione della biodiversità sono tutti fattori che interessano l’uomo e la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. È un impegno che ci dobbiamo assumere per le future generazioni.

Tornare ad un’agricoltura sostenibile, si può. La scienza ci aiuta con le nanotecnologie e con la ricerca di farmaci tollerabili, ma senza la consapevolezza e il rispetto per il limite che la natura impone, la strada sarà difficile. In Italia, i fondi necessari ci sono, bisogna solo impegnarsi a farne buon uso.

Va ricordato che nell’ultimo mezzo secolo, l’uomo ha prodotto oltre 60.000 sostanze di sintesi non esistenti in natura. Molte di queste sostanze non vengono degradate da enzimi, batteri, funghi ed insetti già esistenti, pertanto la loro azione tossica nell’ambiente o negli altri esseri viventi può provocare gravi patologie. È il caso dei moderni insetticidi, erbicidi, fungicidi, antibiotici, ormoni per la crescita stimolata, conservanti, farmaci, prodotti per uso industriale, molecole mettallorganiche ecc..

15Siano questi brevi note uno stimolo e una presa di coscienza contro questo sistema di vita sempre più degradato e puntualmente segnalato dal comportamento e dal frenetico lavoro di un umile insetto come l’ape.

Ci auguriamo che le autorità e gli enti pubblici competenti agiscano quanto prima e se vogliamo salvare in nostro patrimonio apistico, è essenziale investire nella ricerca contro le principali malattie, intervenire dal punto di vista legislativo con norme serie e severe, formare ed informare all’uso responsabile dei farmaci e ridimensionare l’ego umano in funzione di madre natura. Negli ultimi trent’anni poco si è fatto, si è semplicemente appesantita la macchina burocratica, ma l’impegno profuso a salvaguardare le api è stato solo demandato alle associazioni locali. Non è sufficiente.

Senza le api, l’uomo non può sopravvivere.

IL FAVO Associazione Produttori Apistici Veneti