Biodinamica e nutrizione delle api

Rudolf Steiner consigliava di mescolare tisana di camomilla al nutrimento. Egli diceva che allo zucchero mancavano le forze dei fiori che sono necessarie alle api. Queste sarebbero contenute in forma particolarmente concentrata nella camomilla da cui può essere prodotto il miele. Queste forze possono essere conferite dalla tisana allo sciroppo. Consigliava inoltre di aggiungere un pizzico di sale al nutrimento per renderlo più digeribile alle api. 

Poiché l’ape deve confrontarsi oggi con le più diverse malattie, e la camomilla da parte sua non è in grado di prevenirle tutte, in apicoltura biodinamica si aggiunge al nutrimento un tè fatto con le piante che vengono utilizzate per i preparati. Matthias Thun dice che “con questo tè si sono ottenuti dei risultati molto soddisfacenti: esso rafforza l’organismo di ogni singola ape e la rende meno suscettibile alle malattie. Nel corso di vent’anni di allevamento non è mai stato necessario fare ricorso a farmaci per curare le malattie delle api”. 

Per fare l’infuso vengono usate: achillea, camomilla, tarassaco e valeriana. Si prendono i fiori di queste piante, si versa sopra acqua bollente, si lascia per 15 minuti in infusione e poi si filtra. Con Ortica, corteccia di quercia ed equiseto si prepara invece un decotto, mettendoli in acqua fredda, portati ad ebollizione per poco tempo e filtrati dopo 10 minuti. Questo tè viene aggiunto assieme al tè di fiori al nutrimento. Per ogni 100 litri di sciroppo si utilizzano 10 grammi di ogni panta. Il tè di ogni pianta viene fatto singolarmente.

Chiunque può raccogliere da sé durante l’anno le parti delle piante necessarie.

  • I fiori di Achillea (Achillea Millefolium) vanno raccolti nei giorni di calore-frutti (luna in Ariete, Sagittario, Leone), quando il Sole è nel Leone.
  • I fiori di Camomilla (Chamomilla Officinalis) vanno raccolti nei giorni di luce-fiori (luna in Bilancia, Acquario, Gemelli), poco prima di San Giovanni.
  • I fiori del Tarassaco (Taraxacum) vanno raccolti di mattina presto nei giorni di luce-fiori. Il fiore deve essere ancora chiuso e non dovrà ancora essere stato fecondato, altrimenti quando viene essiccato si formano i “sofffioni”.
  • I fiori di Valeriana (Valeriana Officinalis) vanno raccolti nei giorni di luce-fiori all’epoca di San Giovanni.
  • L’Ortica (Urtica Dioica) va raccolta nei giorni di luce-fiori; dovrebbe avere già le infiorescenze, e ne verrà raccolta tutta la parte aerea.
  • La corteccia di Quercia (Quercus Rubur) va raccolta nei giorni di terra-radici. Verranno grattugiati pezzi di corteccia (che non abbiano anche il libro perché esso contiene troppo acido tannico) con una grattugia da cucina.
  • L’Equiseto (Equisetum arvense) va raccolto nei giorni di luce-fiori, con tutta la parte aerea.

Quanto raccolto va sparso su carta e fatto essiccare in un posto ombreggiato e ventilato.

FONTE ARTICOLO E FOTO: CLICCA QUI