Aethina tumida

Nome Latino

Aethina tumida Murray (1867). Ordine Coleoptera, appartiene alla famiglia dei coleotteri (Nitidulidae). E’ un coleottero responsabile della malattia delle api, soggetto a denuncia in Italia “Ordinanza 20 aprile 2004” e nell’Unione Europea “Direttiva 92/65/CEE del Consiglio; Decisione 2004/216/CE della Commissione, e inserito nell’elenco delle malattie delle api dell’OIE “OIE,2014”.

Diffusione geografica

  • 1996: USA
  • 1998: rilevato in Florida
  • 2000: Egitto
  • 2002: rilevato in Australia, Canada
  • 2004: Portogollo
  • 2005: Jamaica
  • 2007: Messico
  • 2012: Cuba
  • 2014: rilevato in Italia

Ambiente di sviluppo

Principalmente vive e si riproduce come parassita delle api nelle colonie, nei favi immagazzinati e nell’attrezzatura apistica, ma può anche sopravvivere e riprodursi su alcuni tipi di frutta, particolarmente sui meloni.

Ciclo di vita

I coleotteri adulti raggiungono la maturità sessuale dopo 7 giorni e si accoppiano all’interno della colonia. Le femmine adulte depongono un gran numero di uova nell’alveare: le larve del coleottero si nutrono di covata, polline e miele. Le larve scivolano al di fuori dell’alveare per impuparsi nel terreno di fronte all’alveare. Preferenza per terreni caldi e sabbiosi. Gli adulti possono volare sino a 5 miglia per infestare nuove colonie.

Deposizione delle uova

Uova_di_Aethina_TumidaLe uova sono simili a quelle deposte dalle api, ma circa un terzo più piccole, e sono collocate in masserelle. Una femmina depone circa 13 uova al giorno ed in un periodo di tre o quattro mesi arriva a deporre circa mille uova. Normalmente le uova sono deposte nelle cellette che contengono polline o nelle loro adiacenze.

Sviluppo larvale

Le uova schiudono dopo tre/sei giorni. Una volta nata, la larvetta, di colore bianco crema, passa circa una quindicina di giorni sui favi e circa tre mesi nel suolo. La crescita delle larve è relativamente lenta per giungere ad una lunghezza di circa un centimetro con un diametro di un millimetro e mezzo.

Trasformazione in pupa

Le pupe sono biancastre e verso la fine della metamorfosi (= conversione allo stadio adulto) più scura. La vita nel suolo delle pupe variano a seconda delle condizioni ambientali (temperatura e umidità del terreno) da 3 settimane a 3 mesi. Questa sezione del ciclo di vita di A. tumida può essere combattuta al di fuori della colonia. Il coleottero adulto di colore chiaro dopo la nascita, diventa marrone e poi nero abbandona il terreno e vola anche per lunghi tratti alla ricerca di una nuova colonia da infestare o altre fonti di nutrimento per poter ricominciare il suo ciclo di vita che dura all’incirca 6 mesi, nell’arco dei quali compie cinque generazioni. Gli adulti sono lunghi da mezzo centimetro ad un centimetro e mezzo, sono neri, molto attivi, e dopo uno-due giorni sono in grado di volare. Dopo circa una settimana dalla nascita le femmine possono iniziare a deporre.

Diagnosi

IL sospetto di alcuni sintomi deve essere confermato mediante l’identificazione di coleotteri dai caratteri morfologici di Aethina tumida nell’arnia (alla lente e al microscopio) o mediante analisi genetica delle larve e delle uova. I coleotteri adulti possono spesso essere osservati nella popolazione di api al momento in cui si aprono le arnie, mentre fuggono per nascondersi dalla luce.
1. Rimuovere il coprifavo e riporlo, rovesciato, sul sostegno o in terra; appoggiare il melario sul coprifavo e lasciarlo lì per circa un minuto: il parassita, che rifugge la luce, cercherà rifugio sul fondo; alzare il melario ed osservare con prontezza la superfcie interna del coprifavo per scoprire l’eventuale presenza di Aethina.
2. Se non si osservano parassiti nel melario, si continua l’ispezione nel nido, rimuovendo i favi di covata uno ad uno, osservandone la superfcie per scoprire la presenza di adulti o di forme larvali nelle celle disopercolate.
3. Una volta tolti tutti i favi, esaminare il fondo dell’arnia ponendo particolare attenzione agli angoli, dove il parassita tende a rifugiarsi per sfuggire alla luce.
4. Se l’arnia possiede un cassettino estraibile, osservarne il contenuto per individuare eventuali resti del parassita o di forme larvali.
5. Nel caso in cui si rilevi la presenza di parassiti (o di piccoli coleotteri o forme larvali presunte tali), una volta catturati (con pinzette o con le dita) introdurli in una provettina o comunque in un contenitore a tenuta (tipo vaso da miele) facendolo poi pervenire all’Istituto Nazionale di Apicoltura o all’Istituto Zooproflattico Sperimentale delle Venezie o ai Servizi veterinari competenti per territorio.
6. Le strisce diagnostiche in plastica di Schäfer di dimensioni consigliate: lunghezza 50 cm e larghezza 7,5 cm e fori di 4x4mm, quando la temperatura è compresa tra 20°C ≤ T ≤ 25°C, vengono introdotte nell’arnia attraverso il foro di volo, affinchè possano essere messe e tolte facilmente. Si prelevano rapidamente dopo 12÷14 ore e si chiudono in una busta di plastica sigillata per farle analizzare, perché oltre al coleottero nelle strisce diagnostiche si rifugiano anche altri commensali dell’alveare. In inverno a causa delle temperature basse si consiglia di inserirle sopra ai favi.

Metodi di controllo

Sino ad ora, per contrastare lo sviluppo del parassita, si è agito sostanzialmente su tre livelli:
1. Trattamento chemioterapico all’interno dell’alveare: l’unica sostanza rivelatosi sinora effcace per il controllo dell’infestazione, negli USA, è il cumafos (CheckMite+®,Bayer, al 10% di p.a. in strisce di plastica). Tale prodotto, non registrato in nessun paese dell’UE, arrecherebbe un particolare danno agli apicoltori biologici, per il quali vige il divieto (Reg. CE 1804/99) di utilizzo di prodotti chimici di sintesi nella lotta ai parassiti dell’alveare.
2. Disinfezione del terreno antistante l’alveare: le larve mature, una volta fuoriuscite dall’alveare, tendono a penetrare in profondità variabile nel suolo per trasformarsi in crisalide. Se il terreno è troppo secco, sabbioso o estremamente umido, questo processo viene ostacolato. In ogni caso negli USA è stato sperimentato un piretroide (GardStar®, Blossomland Supplì, al 40% di perimetrina): opportunamente diluito in acqua sino a raggiungere la concentrazione di 0.05% di principio attivo, viene spruzzato – di sera – sul terreno antistante gli alveari.
3.Controllo biologico:
Alcuni autori hanno provato a modifcare l’ingresso dell’alveare utilizzando un tubo di plastica che ostacolerebbe l’ingresso del coleottero; nonostante la minore infestazione delle colonie trattate, rimangono delle perplessità sulla capacità della colonia di smaltire il calore nei mesi più caldi con conseguente riduzione della covata allevata. La lotta alle forme larvali eventualmente presenti nei favi in magazzino, può essere effettuato con le medesime sostanze utilizzate per la tarma della cera ad esclusione dell’anidride carbonica, rivelatasi inefficacie.

BeetleKiller

Attualmente non in vendita in Italia
E’ la soluzione naturale contro le larve e le pupe del coleottero nel terreno. Il prodotto è composto da un associazione di nematodi che garantisce la massima efficacia contro il coleottero. La miscela di 3 tipi diversi di nematodi esalta l’aggressività nei confronti delle larve e delle pupe di Aethina tumida migliorando la penetrazione nel terreno rispetto alle singole specie di nematodi. I nematodi di BeetleKiller individuano nel terreno le larve o le pupe di Aethina Tumida e penetrano all’interno dei loro corpi. Le larve muoiono entro due giorni. I nematodi si riproducono al loro interno e le migliaia di nuovi nematodi che si generano continuano a cercare e uccidere le larve di Aethina Tumida che cercano i siti di impupamento.

West Beetle Trap

Attualmente non in vendita in Italia

Trappola_da_fondoLa trappola “West Beetle Trap” va usata dalla tarda primavera all’autunno quando i coleotteri sono più attivi fuori dall’alveare. E’ composta di un vassoio in materiale plastico scuro alto all’incirca 2 cm, che si riempie parzialmente di olio vegetale, su cui è posta sopra una rete a maglie fitte che permette il passaggio ai coleotteri, ma non alle api. Si appoggia sul fondo dopo averlo preventivamente pulito da tutti i residui di cera e messo a livello.

Custodia slim CD/DVD

Fare due aperture di 2.5 cm ai due lati del cd/dvd (linea rossa) in modo che i coleotteri possano entrare nella trappola. Posizionare l’esca formando una X nella custodia (linea gialla). Chiudere la custodia con del nastro adesivo per impedire l’apertura accidentale e inserirla al centro dell’arnia in modo che la parte trasparente sia a contatto con il fondo oppure coprire la parte superiore trasparente con del nastro scuro o altro materiale (questo perché il coleottero cerca sempre ambienti scuri) e posizionarla sopra i longheroni dei telaini.

Tipi di esche

  1. Mescolare 55 gr di farina di soia, 30 gr di acido borico, 45 ml di olio di arachidi e 30 ml di acqua. Mescolare fino ad ottenere una pasta consistente, mettere un po’ di questo composto all’interno della trappola CD/DVD.
  2. Mescolare polline e miele fino ad ottenere una pasta consistente, mettere all’interno della trappola CD/DVD.
  3. Mescolare 85 gr di miele, 4 gr di acido borico, e 55 gr di Crisco e farina di soia quanto basta per formare una pasta consistente, mettere all’interno della trappola CD/DVD.

Panno da cucina

Attualmente non in vendita in Italia

Trappola sviluppata da Frank Malfroy. Piegare il panno due volte per formare un quadrato/rettangolo e immergerlo in acqua. Rimuovere il panno dall’acqua e posizionarlo sopra i favi.

Le api per asportare il panno lo masticano rendendolo soffice e quando l’ aethina tumida cerca di attraversarlo per nascondersi resta intrappolata. Sostituire il panno ogni due settimane o a seconda di quanti PSA rimangono intrappolati. Le api che rimangono imprigionate nel panno da cucina è irrisorio.

Barattolo trappola

Questa trappola si avvale dell’impiego di un barattolo scuro che viene avvitato sotto il fondo dell’arnia.
Un foro di 3,8 cm di diametro viene creato sia sul tappo del barattolo che sul fondo dell’arnia; internamente al barattolo viene posto un imbuto (tipo lo “Bee escape board cone” della ditta Betterbee, Inc) che impedisce al piccolo coleottero di risalire nell’arnia.
Il foro presente sul lato interno dell’arnia è coperto con del cartoncino corrugato di dimensioni 10×10 cm (tipo la: “Hive beetle trap”, della ditta Brushy Mountain Bee Farm, Inc) che impedirà alle api di cadere nella trappola e, al tempo stesso, rappresenterà per lo SHB un possibile rifugio dagli attacchi delle api. Questa trappola ha il vantaggio di non rendere necessaria l’apertura dell’arnia per il suo posizionamento, anche se il fondo della stessa deve essere modificato e l’arnia deve essere sollevata dal terreno per consentire di posizionare e di verificare il riempimento della trappola.

Beetle Mat Trap

Attualmente non in vendita in Italia

Trappola da inserire verticalmente con il lato “morbido” a contatto con la parete dell’alveare. I coleotteri si nascondono dietro e rimangono impigliati nel tessuto. La trappola può essere riutiizzata più volte dopo aver spazzolato fuori dall’alveare i coleotteri catturati.

Beetltra

Attualmente non in vendita in Italia
E’ un’innovazione australiana. E’ costituita da un vassoio di plastica nera, contenente una miscela di olio vegetale e aceto che viene posizionato sotto l’arnia.
Il vassoio è coperto da una lastra perforata che permette ai piccoli coleotteri dell’alveare e le sue larve di passare attraverso le aperture della lastra perforata e di cadere nel vassoio sottostante annegando.

Apipolice

E’ una trappola nuova composta da una vaschetta per l’inserimento del liquido attrattivo e da un coperchio apribile di chiusura. La particolare struttura della griglia con diversi orientamenti consente una più facile raccolta di coleotteri..

Le trappole Apipolice sono facilmente riutilizzabili e di facile pulizia, possono essere ispezionate senza doverle estrarle dagli alveari, riducendo al minimo l’interferenza con l’attività delle api, sollevando semplicemente il coperchio di chiusura, realizzato in modo tale da evitare la risalita dei coleotteri che inevitabilmente sono destinati ad affogare nel liquido attrattivo composto da olio minerale (olio bianco) e gli speciali granuli che emanano l’essenza attrattiva a base di aceto di mele (il principale attrattivo secondo le ricerche del professor William H. Hood della Clemson University del South Carolina).

CheckMite+

Attualmente non in vendita in Italia

 Questo trattamento può ridurre il numero di coleotteri ma non elimina completamente l’infestazione. Il principio attivo è il Coumaphos, un organofosfato. Questa sostanza chimica è relativamente tossica per api e esseri umani.

I trattamenti vengono effettuati in assenza di melario, quando le api non raccolgono. Utilizzare una striscia di CheckMite+ per alveare.

Preparare un pezzo di cartone ondulato staccando e rimuovendo la superficie di un lato per esporre le scanalature del cartone. Tagliare il cartone formando un quadrato di 10×10 cm. Attaccare del nastro adesivo sul lato liscio del cartone (il lato opposto alle scanalature) per evitare che le api mastichino e rimuovano il cartone, oppure utilizzare lastre ondulate di plastica. Tagliare la striscia di CheckMite+ a metà e pinzare le due parti sul lato di cartone ondulato.

Inserire il cartone con la striscia di CheckMite+ tagliata a metà al centro del fondo dell’arnia con la striscia rivolta verso il basso, parallela alla larghezza dell’arnia. Assicurarsi che il fondo sia pulito e che l’inserto sia adagiato sul fondo. Questo permette ai coleotteri di camminare attraverso le scanalature e impedisce alle api di camminare sotto l’inserto e di venire a contatto con CheckMite+.

  • Per il rilevamento, lasciare le strisce nell’alveare per una settimana, quindi verificare la presenza dei coleotteri morti.
  • Per il trattamento, lasciare le strisce in alveare per un minimo di 42 giorni ed un massimo di 45 giorni. Non trattare la stessa colonia con Coumaphos più di due volte l’anno. I Melari possono essere rimessi 14 giorni dopo la rimozione delle striscie.

La trappola è indicata per le arnie a fondo mobile, dopo averla dotata di nuovi distanziatori per modificare i bordi inferiori e per permettere alle api di entrare e uscire dall’alveare quando la trappola è in funzione. Il controllo e la pulizia della trappola va fatta ogni 1±2 settimane.

Fuori l’alveare, si può spruzzare il terreno con una soluzione al 40% di permetrina, un’azione che può essere usato per uccidere le ninfe, anche se le larve possono spostarsi per un centinaio di metri prima di impuparsi nel terreno. Il trattamento con permetrina è efficace e meno rischioso per le api se è fatto bene. Per prevenire la diffusione di questo coleottero bisogna distruggere le uova.

Apithor

Attualmente non in vendita in Italia

Il principio attivo contenuto nel cartone è il fipronil, un insetticida che disturba l’attività del sistema nervoso centrale del coleottero. Apithor non può essere usato in alveari con il fondo antivarroa o alveari soggetti ad inondazioni di acqua, deve essere posizionato sul fondo dell’alveare in modo che i coleotteri non possano ripararsi sotto. APITHOR può essere collegato con un filo sottile in modo da facilitare la rimozione attraverso l’ingresso dell’alveare eliminando così la necessità di aprire l’arnia. APITHOR può essere rimosso dopo 3 mesi o quando l’efficacia diminuisce.

AJ’s Beetle Eater

Attualmente non in vendita in Italia

AJ's_Beetle_EaterTrappola rettangolare di plastica (20,0 cm di lunghezza × 1,1 centimetri di larghezza × 2,0 centimetri di profondità) sviluppata da Tom Kennedy, un apicoltore australiano. Questa trappola può contenere fino a 30 ml di olio minerale alimentare. Il coperchio ha parecchie aperture di 0,3 centimetri che permettono ai coleotteri adulti di entrare nella trappola e di annegare nell’olio. Questa trappola è posta sulla parte superiore dei telaini nella zona di covata o nei melari tra due telaini.

Beetle Barn

Attualmente non in vendita in Italia

Trappola rettangolare di plastica (9 cm di lunghezza × 7,5 centimetri di larghezza × 0,7 centimetri di profondità) con piccole aperture su ogni lato (1,3 × 0,3 centimetri). Le aperture sui lati permettono al coleottero di entrare ed impediscono alle api di entrare nella trappola. Un pezzo quadrato di 2 cm2 di Check Mite+ è collocato nella sezione centrale della trappola. I coleotteri nascondendosi dalle api entrano nella trappola e muoiono a contatto con la striscia di Check Mite+. La trappola è posta su fondo dell’arnia o sulla parte superiore dei telaini.

NOTA: L’apicoltore del video utilizza il Maxforce un gel insetticida a base di Imidacloprid altamente tossico per le api. Questo insetticida potrebbe essere veicolato all’esterno della trappola dai coleotteri che non muoiono istantaneamente oppure da infiltrazioni di acqua che potrebbero far fuoriuscire l’insetticida avvelenando le api.

Hood Trap

Attualmente non in vendita in Italia
Trappola sviluppata dal Dr. Mike Hood all’Università del Sud Carolina. È costituita da un contenitore di plastica trasparente (15 cm lunghi × 2,5 cm di larghezza × 8 cm di profondità) diviso in tre scomparti che possono contenere fino a 210ml di olio minerale alimentare o aceto di sidro di mele. Il coperchio ha un’apertura 12,8 × 0,3 centimetri che permette ai coleotteri di entrare ed annegare.

Beetle Blaster

Beetle Blaster è una trappola naturale facile da usare e molto efficace, realizzata da Laurence Cutts, per la cattura ed il monitoraggio di Aethina Tumida. La trappola è lunga 23 cm e profonda 3,5 cm. Può contenere circa 25 ml di olio vegetale ed è stata progettata per adattarla perfettamente tra due telaini dell’alveare

Istruzione per l’uso

Riempire metà trappola (20 ml) con olio minerale e appendere tra due telaini. Le api inseguono i coleotteri che cercano di nascondersi nella trappola e muoiono annegati nell’olio. Il prodotto agisce essenzialmente per asfissia coprendo il corpo dei coleotteri con una sottile pellicola che, penetrando nei loro canali tracheali, impedisce la respirazione e ne causa la morte. Le trappole possono essere lasciate in sede per mesi. Comunque, se il livello di infestazione è alto, i coleotteri nella trappola si decompongono e la trappola non è più efficace. Ciò può accadere anche solo in due settimane. Le trappole sono del tipo usa e getta. Comunque, se il lavoro necessario non è un problema, possono essere rimosse, lavate con un getto d’acqua e riutilizzate. Tuttavia, queste trappole possono essere facilmente danneggiate durante il processo di pulizia in quanto non sono state progettate per essere pulite ripetutamente. La trappola non elimina totalmente i coleotteri dagli alveari ma riduce il livello di infestazione drasticamente ed aiuta a prevenire il collasso della famiglia da parte dei coleotteri. I coleotteri migrano da un alveare all’altro. Per migliori risultati, piazzare una trappola in ciascun alveare. Per una riduzione più rapida del numero di coleotteri si possono collocare più trappole per alveare. E’ molto importante collocare 3 o 4 trappole all’interno degli alveari che stanno collassando per impedire a più coleotteri la possibilità di migrare nelle altre famiglie.

Freeman Beetle Trap

Attualmente non in vendita in Italia

Beetle Jail Baitable

Beetle Jail Baitable è composto da un vano centrale più piccolo contenete l’esca e da due più grandi contenente olio. La Beetle Jail Baitable può essere aperta e pulita. Si raccomanda di lavare la trappola con acqua tiepida e sapone almeno una volta all’anno. Riempire per 1/3 o ½ ogni vano grande con olio. Utilizzare come esca un pezzo di favo o pan d’api nel vano centrale per attirare gli scarafaggi nella trappola. La trappola verrà appesa sulla parte superiore di un telaino. Nota: Il telaino può essere rimosso dall’alveare senza rimuovere la trappola. Le trappole possono essere posizionate in qualsiasi parte dell’alveare. Se vi è un’alta concentrazione di api (come durante l’estate), i coleotteri in genere sono spinti alle estremità dell’alveare. Le trappole poste sui telaini esterni sono generalmente più efficaci. In inverno i coleotteri rimarranno più vicino al glomere per cui le trappole sono più efficaci nella zona centrale dell’alveare.

Metodi di diffusione

Il parassita si diffonde tramite movimentazione di pacchi d’api, colonie d’api, sciami, miele in favi, cera d’api, terra e frutta, oppure tramite lo sciamare dei coleotteri adulti, le cui femmine depongono le uova a grappoli negli interstizi dell’alveare e sotto gli opercoli della covata opercolata. Qui si tramutano in larve e successivamente si impupano all’interno del suolo. Dopo l’emersione i coleotteri adulti si mettono alla ricerca di nuove colonie, anche a un raggio di diversi chilometri, per riprodursi ulteriormente.
Gli adulti possono sopravvivere per due settimane senza cibo e acqua, 50 giorni su favi usati e diversi mesi sulla frutta.

Danni causati all’apicoltura

In Sud Africa, A. Tumida è un parassita minore, poiché le api africane possiedono difese naturali, infatti di fronte al pericolo di predazione o di alterazioni dell’equilibrio dell’alveare abbandonano prontamente l’arnia.
Per le api europee l’Aethina Tumida è un problema estremamente serio. Gli scarafaggi si moltiplicano in numero elevato e le loro larve, scavando tunnel e insinuandosi nei favi, mangiano la covata danneggiano il miele immagazzinato con le loro feci provocandone la fermentazione e una schiumosità nel miele che sviluppa un odore caratteristico di arance in decomposizione e infine distruggono le colonie infestate o causano il loro abbandono dell’alveare.

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